2011 Campaign

PH: Nicola Casini; Testimonial: Manuela Mariani.

DA ADAM SMITH “ La Ricchezza delle Nazioni “

(contributo tratto da Wikipedia, Adam Smith)

Dopo una breve interessante analisi dell’origine e delle funzioni della moneta, Smith distingue le due accezioni con cui il termine valore può essere utilizzato in riferimento ad un bene:

§ valore d’uso, in relazione all’utilità del bene;

§ valore di scambio, in relazione al potere d’acquistare altre cose che il possesso di quel bene comporta.

A tale proposito egli osserva:
« Le cose che hanno il maggior valore d’uso hanno spesso poco o nessun valore di scambio; e, al contrario, quelle che hanno maggior valore di scambio hanno spesso poco o nessun valore d’uso. »
A questa affermazione fa seguito il celebre esempio del paradosso dell’acqua e del diamante, che costituì anche il punto di partenza per lo sviluppo della teoria soggettiva del valore sviluppata daimarginalisti e centrata sul concetto dell’utilità marginale dei beni. Osserva Smith:
« Nulla è più utile dell’acqua, ma difficilmente con essa si comprerà qualcosa, difficilmente se ne può avere qualcosa in cambio. Un diamante, al contrario, ha difficilmente qualche valore d’uso, ma in cambio di esso si può ottenere una grandissima quantità di altri beni. »( La Ricchezza delle Nazioni – Grandi Tascabili Economici Newton, Roma, 1995, pp. 81-82)

La ricchezza delle nazioni o Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni (An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations), pubblicata il 9 marzo 1776, è la principale opera di Adam Smith, ritenuto il fondatore dell’economia politica liberale.